L’Idrovora più grande – Cavanella Po e la bonifica polesana2020-08-10T18:36:58+02:00

L’IDROVORA PIÙ GRANDE

Cavanella Po e la bonifica polesana

Un libro di Giovanni Veronese

Camminare nella nebbia, umido silenzio, paura di perdere la strada, “el tabaro” pesante del nonno, non scalda ma fa “omo” e passano i timori, e passo dopo passo si va verso casa…ma che casa? Ecco ad un tratto una serie di botti, regolari, come il battito di un cuore di un gigante, pon…pon…pon…, la marmitta dei motori dell’idrovora sembra ritmare la sera e la nebbia non c’è più…o meglio c’è ancora ma non nasconde più.

Forza, i macchinisti dell’idrovora stanno aspettando i fiaschi di quello buono per passare la notte.

Il ragazzino del “battifango” porta a termine la sua missione, quella di andare a prendere il merlot all’osteria più vicina.

Eh sì, gli operai non potevano abbandonare il lavoro perché c’è tanta “rosta” sulle griglie e bisogna tirarla su con le forche dalle punte curve, così l’acqua può passare verso le pompe.

E’ un mondo che non c’è più.

L'Idrovora più grande - Cavanella Po e la bonifica polesana

Oggi la tecnologia fa funzionare pompe elettriche telecomandate in modo automatico.

Dove ci volevano sette o otto uomini esperti per far funzionare uno “stabilimento idroforo”, oggi con un uomo si possono seguire sette o otto impianti.

Nella terra tra i due fiumi dove gli unici rilievi sono gli argini, le cattedrali dell’acqua, come qualcuno ama chiamare le idrovore, sono indispensabili per mantenere un territorio fragile, strappato alle paludi con il lavoro di generazioni di scariolanti.

Aprendo la porta di uno dei tanti fabbricati sembra di entrare in chiesa, tanta è la grandezza non solo architettonica ma anche storica delle sale delle macchine.

Al posto dell’acquasantiera vi sono i cartelli monitori che avvertono dei tanti pericoli esistenti.

Qua il timore non è la nebbia, ma le idee si annebbiano per l’ignoranza di tutto quello che circonda; quadri, trasformatori, interruttori, pompe, valvole…

Tutto è misterioso e sembra magico, anche i racconti delle notti insonni a presidiare l’impianto durante le emergenze.

In mezzo a tante costruzioni storiche e moderne, ve ne è una diversa, unica, grande, la più grande: l’idrovora di Cavanella Po!

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